Avviare studio per verificare la viabilità del prodotto sul

Avviare un’attività di e-commerce significa avere la possibilità di vendere, tramite una piattaforma online, un prodotto/servizio potenzialmente in tutto il mondo. L’esempio più clamoroso è rappresentato da Alibaba in Cina: il colosso cinese dell’e-commerce ha fatturato nell’ultimo anno 1,43 miliardi di dollari.L’attività di e-commerce può essere avviata sia da commercianti che abbiano già un’attività in corso sia da persone che abbiano individuato un prodotto interessante e una nicchia di mercato da esplorare.Tuttavia sono numerose le riflessioni che è necessario fare prima di iniziare un’attività di vendita online, anche se ormai la pratica si sta diffondendo sempre di più. Come accade anche in molti altri settori, prima di ottenere risultati lusinghieri è necessario pianificare l’attività ed essere pronti ad affrontare tutte le problematiche. In questa guida proporremo i dieci punti fondamentali per porre le basi di una redditizia attività di e-commerce.1 Individuare un prodotto/servizio che abbia mercato onlineIl primo passo da compiere è uno studio per verificare la viabilità del prodotto sul mercato online. È necessario fare un benchmark, ossia capire quanta concorrenza c’è in quel settore, e sondare la popolarità del prodotto o del servizio nei trend di ricerca.Una conditio sine qua non per avere successo è la competenza, se si propone un servizio, e la qualità dell’articolo qualora si voglia commercializzare un prodotto. Eppure questa è solo una buona base di partenza, non rappresenta obbligatoriamente una garanzia di grandi introiti. Ci sono molti altri fattori determinanti che analizzeremo in seguito.2 Promuovere un servizio/prodotto geolocalizzatoIl secondo punto è una diretta conseguenza del primo. La domanda che un aspirante operatore di e-commerce deve porsi è: l’attività può ottenere più benefici economici se il sito è geolocalizzato?Il concetto è piuttosto elementare. Se il core business dell’attività è la consulenza finanziaria sarà sufficiente digitare su Google “consulente finanziario”, per rendersi conto che la ricerca ha prodotto quasi due milioni di risultati. Questo significa che la concorrenza è spietata e le probabilità di aggredire quel mercato non sono molte. Aggiungendo una geolocalizzazione la ricerca rivela che la concorrenza si abbatte drasticamente, rientrando nell’ordine delle migliaia.Questo criterio, per esempio, si adatta bene alla vendita di prodotti. Vendere miele solo nel Lazio riduce sicuramente la fetta di mercato che si potrebbe aggredire, ma al contempo permette al sito di scalare posizioni nella SERP, perché i competitor a livello locale saranno di meno.3 La burocraziaPer aprire un’attività di e-commerce bisogna seguire un iter burocratico e creare una società. Trattandosi di un’attività commerciale, come accade quando si apre un negozio in uno spazio fisico, anche per un’attività online c’è bisogno di ottenere la Partita IVA. Farsi seguire da un commercialista esperto del settore è una buona prassi, al fine di espletare al meglio tutte le pratiche burocratiche.Il consulente suggerirà di spedire all’Inps e all’Agenzia delle Entrate una comunicazione informativa dell’attività che sta per nascere; poi ci si dovrà iscrivere alla Camera di Commercio e allo Sportello Unico delle Attività Produttive del comune di residenza.Per la vendita online di prodotti e servizi è obbligatorio seguire passo passo non solo la normativa italiana, che disciplina la materia, ma anche quella europea. Anche in questo caso la consulenza di un commercialista è fondamentale per non incorrere in errori. Una volta ottenuto il numero di Partita Iva la società è creata: sarà dunque possibile d’ora in poi emettere fattura.4 Con o senza magazzino? La rivoluzione del dropshippingDa quando esiste il dropshipping le attività di e-commerce hanno subito un repentino cambiamento.I venditori che hanno un’attività online propongono ai potenziali clienti l’acquisto di prodotti che non sono stoccati in un magazzino di proprietà del venditore stesso. I prodotti infatti sono disponibili per gli utenti grazie ad accordi commerciali tra produttori/grossisti ed esercenti. Il venditore in pratica si pone come un tramite tra il fornitore e il cliente. Non sarà lui a preoccuparsi di consegnare la merce. La filiera così è molto più agile e consente al venditore di demandare ad altri l’onere dello stoccaggio e della distribuzione, automatizzando completamente il procedimento. Si tagliano in questo modo le spese d’affitto di un magazzino e non si è più obbligati a procedere ad un ordine minimo di forniture.5 Scegliere la piattaforma giusta per l’e-commerceOra è il momento di scegliere una piattaforma per avviare l’attività di vendita online. Solitamente i criteri per la scelta vincente sono conseguenti alla disponibilità economica, dunque al budget di cui si dispone e al tipo di prodotto che si offre agli utenti. La soluzione migliore è sempre quella di affidarsi ad un’agenzia, a meno che il venditore non abbia ottime competenze e tutto il know-how necessario a creare una piattaforma funzionale, intuitiva e di facile fruibilità da parte degli utenti. I nomi delle piattaforme più consigliate sono:- Magento;- Shopify;- WooCommerce;Le piattaforme possono anche essere open source; sono quelle che hanno una licenza GNU, acronimo di General Public License. Il codice sorgente in questo caso è libero. Tra le più importanti piattaforme open source ci sono proprio Magento e Prestashop.Chi invece avesse a disposizione un budget leggermente più importante potrebbe affittare la piattaforma. Un noleggio mensile consente anche la disponibilità di un pacchetto di servizi.E poi c’è l’opzione della piattaforma proprietaria. In questo caso il budget sale perché il sito viene costruito ex novo da parte di un programmatore che lo progetta e disegna in base alle esigenze del cliente.Ma non c’è solo questa opportunità. Si può infatti anche decidere di non vendere su piattaforma propria, bensì di appoggiarsi ad altri marketplace. È la soluzione adottata da molti negozianti che non riescono a competere con il mercato online. Alcune piccole librerie spesso ricorrono a questa soluzione. I marketplace più importanti a cui fare riferimento sono:- Amazon;- Ebay;- Spartoo;- ePrice;Si tratta di una strategia adottata quando si vuole acquisire visibilità velocemente, oppure quando è necessario mettere alla prova il prodotto su un determinato mercato, o anche per avviare rapidamente la vendita, senza dover sostenere subito grossi investimenti.I marketplace possono essere di due tipi:- i marketplace verticali raccolgono soltanto una tipologia di prodotto e hanno come riferimento una specifica nicchia di mercato;- i marketplace orizzontali invece offrono agli utenti prodotti diversificati. Gli esempi non mancano: Ebay, Amazon, Alibaba sono i più importanti.6 Fidelizzare il clienteA questo punto si ha un prodotto da vendere, si è titolari di una partita IVA, la nicchia di mercato è stata individuata, e si possono vendere i prodotti/servizi online grazie ad una piattaforma performante. È il momento di fidelizzare il cliente. Che cosa vuol dire fidelizzare il cliente?- Prima di tutto significa portarlo naturalmente ad acquistare il prodotto. La piattaforma e la logica con cui è costruita sono fondamentali. Un utente che si trova a suo agio sul sito di e-commerce navigherà volentieri, cercando il prodotto che desidera acquistare. Un sito funzionale è un ottimo biglietto da visita per procedere all’acquisto del bene in vendita;- È importante fornire assistenza agli utenti. Sulla piattaforma devono essere facilmente reperibili un numero telefonico, un contatto Skype, un indirizzo email e possibilmente anche un servizio di chat;- L’utente deve sentirsi speciale, in modo che si crei un rapporto di fiducia e stima con il venditore. Una buona idea è proporre sconti sui prodotti in occasioni speciali (il compleanno del cliente ma anche l’anniversario di registrazione alla piattaforma o del suo primo acquisto online);- Infine bisogna curare il brand e il design della piattaforma, affinché siano riconoscibili e comunichino efficacemente i propri valori. Individuare un logo accattivante aiuta molto; per questo è fortemente consigliato affidarsi ad un grafico esperto.7 Organizzare il catalogoLa predisposizione del catalogo è una tappa fondamentale. I prodotti in vendita devono essere suddivisi in categorie per aiutare il cliente nella scelta. Sul sito di e-commerce vanno inserite le schede prodotto corredate da foto ad alta definizione oltre a didascalie e descrizioni che non lascino dubbioso il cliente. È bene che ad ogni articolo sia associato anche un codice identificativo, per scongiurare problemi al momento della spedizione.8 Pianificare il marketing e la SEOPer vendere un prodotto online ci vuole un’ottima strategia di marketing. Un business plan che non contempli una SEO efficace si rivelerà fallimentare. Sono numerosi gli strumenti a disposizione del venditore o della professionalità che curerà questa attività così determinante. Tra le tante ricordiamo le principali:- Pay Per Click;- Google AdWords;- Facebook ads;- Bing ads;- Twitter ads;- LinkedIn ads;Sono le strategie più diffuse ed efficaci perché il venditore paga soltanto se ottiene effettivamente dei risultati dalla campagna di social marketing.Anche la SEO ha la stessa finalità: l’obiettivo è posizionare il sito, e quindi l’attività di e-commerce, tra le prime pagine di Google. Essere tra i primi dieci risultati di una ricerca significa vendere più prodotti. È molto complicato ma una SEO efficace e una piattaforma funzionale sono una combinazione determinante e spesso vincente. Per questo il sito web deve essere progettato e pensato in modo che “piaccia” a Google, accrescendo così la propria visibilità in rete. Un SEO specialist è il miglior investimento possibile insieme alla scelta di una piattaforma user-friendly.9 I metodi di pagamentoUn negozio online deve mettere a disposizione della sua clientela diverse modalità di pagamento. Tra le principali ricordiamo:- bonifico bancario;- contrassegno;- PayPal, che accetta pagamenti attraverso carte prepagate dei principali circuiti (VISA, VISA Electron, Postepay, American Express, Mastercard);Un sito di e-commerce che accetta pagamenti attraverso le carte di credito, tramite POS e PayPal, offre la garanzia ai propri clienti che le transazioni online avverranno in totale sicurezza.10 La consegna dell’ordine al clienteSiamo arrivati all’ultimo passaggio, forse il più importante. Quando l’ordine viene spedito e il prodotto arriva a casa del compratore, il lavoro iniziato con l’individuazione del prodotto può considerarsi terminato. Per questo è importante che il vettore che si occupa della consegna sia affidabile, puntuale e preciso. Un ordine gestito male dal corriere, anche se il venditore non ha alcuna colpa, corrisponde a un cliente perso. La distribuzione è parte della filiera dell’e-commerce, sottovalutarla sarebbe un errore fatale.